venerdì 13 febbraio 2009

Il sapore del mattino (vedi anche: Il mattino ha l'oro in bocca)

C’è un sapore che mastico al mattino, un odore da una finestra sul passato e sulle possibilità. Mi siedo sul bordo troppo basso del letto. Design concettuale. Centro i piedi nel tappeto rosso Pantone 186 C. Guardo giù. Li vedo paralleli e fotografici. Quasi da cartolina Anne Geddes. Fosforescenti nell’oscurità della stanza. Passo le mani dai capelli alle tempie. Le sento piacevolmente calde. Ancora intorpidite ed assonnate. I ricordi si muovono in una parte del cervello che non conosco. Sfuggono la realtà che mi racconta un orologio digitale dai caratteri rossi. Data ed ora. Qui ed oggi. Routines ed una lista della spesa approssimativa fatta di poca varietà alimentare e carta igienica che continuo a dimenticare. Realtà relativa. Percezioni labili. Probabilmente ieri sera non avrei dovuto bere tanto.
Poi finisce sempre che mi puzza l’alito, mi perdo in pensieri e faccio tardi al lavoro.