lunedì 22 febbraio 2016

Il tempo tra una birra e l’altra

Perché ci incontriamo così? Con la settimana sulle spalle e per sbaglio? Con gli impegni e le cose da fare? E facciamo quasi finta di non conoscerci. E ci diciamo che ci troviamo piuttosto bene. E finisco per guardarmi le scarpe che si muovono automaticamente. La stessa faccia incredula dei genitori ai primi passi dei propri figli. Chissà se anche tu cammini uguale, mi volterei però mi limito a stringere il telefono in tasca. Respirando gli alcolici di gente che parla troppo forte per avere qualcosa da raccontare. Fa quasi freddo ma non proprio. Si sta fuori dai locali troppo angusti ma con le mani in tasca. E si sorride.
Carlo tiene banco, acclamato, fa l’imitazione del portoghese. Le mani lungo i fianchi e la schiena un po’ gobba. La voce graffiata e racconti di pesca in mare aperto. E bordelli. E azulejos.

Io recupero un’altra birra camminando lento verso il bar.

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