sabato 13 ottobre 2012

Al ristorante con Anne Hathaway


Quella sera al ristorante c’era molta gente. Sembrava quasi impossibile. Ci siamo seduti timidi come due vecchi amici che non si vedono da troppo tempo. E abbiamo aspettato che ci portassero da bere.
Tra le chiacchiere ed i piatti la sala aveva l’odore della cucina tipica e delle domeniche in famiglia. La luce accarezzava l’atmosfera con le sfumature della seta d’estate e dei petali di una grossa rosa sanguigna. L’aria sembrava avere una consistenza morbida e piacevole. E lei era bellissima dentro quel vestito da sera scollato che non aveva mai osato mettere. Lo spacco le scopriva le gambe da sopra il ginocchio. Mi immaginavo in una canzone di Barry White.
Solo dopo che il cameriere si è allontanato lasciandoci i bicchieri pieni di rosso lei ha alzato lo sguardo su di me. Io indugiavo sul collo allungato del suo calice che sfumava il rosso del vino. Ma li sentivo i suoi occhi fondenti intorpidirmi.
“C’è una cosa che ti vorrei dire…” disse sottile, quasi aspirando ogni sillaba. Passava l’indice della mano sinistra sui rebbi della forchetta. Lenta e meticolosa si pungeva ad ogni passaggio. Non saprei dire se lo facesse di proposito.
Richiuse le labbra dipinte di fuoco e deglutì cercando le parole o il coraggio.
“Spara!” la incoraggiai.
E lei mi colpì.
Fortunatamente aveva una pessima mira.

3 commenti:

SpeakerMuto ha detto...

Un tempo facevo colazione con Rossella Brescia.

nome ha detto...

già, è successo anche a me...
poi ho smesso di mangiare i cereali Nestlè e di preoccuparmi della pancia piatta.

comune ha detto...

scommetto che tutto è partito da "rebbi"