lunedì 1 febbraio 2010

Io, i popcorn ed un film splatter giapponese

Questo week end sono andato a vedere un film splatter giapponese e ci tenevo a dirlo. Per lo meno la spesa per l’ingresso non è stata del tutto inutile. Detto questo potrei anche proseguire con un ammiccante racconto scritto al passato ed in prima persona. Ma sarebbe troppo semplice e ripetitivo. E scontato come i popcorn a prezzi esorbitanti nei cinema. Quindi ecco un bel pessimo inizio avviluppato su se stesso con pochi personaggi. Io, i popcorn ed un film splatter giapponese. Parliamone allora.

Perché parlare aiuta a riflettere, più dello specchio perché è noi stessi che vogliamo ascoltare e le apparenze lasciamole fuori dalla porta. Come dice l’analista dell’amico di un mio amico che casualmente ha il mio stesso codice fiscale.

Ecco allora che questo mio amico esce dalla seduta con il dottor Freud con una lista di cose da fare durante la settimana e qualche euro in meno.
“Ma d’altra parte se non li spendi per te i soldi per chi li spendi. Ora che non c’hai nemmeno la morosa.”
Prosegue riflettendo sugli ultimi risvolti, quella rivisitazione del passato che non era niente male. Quelle domeniche passate a fare il bagno nella vasca prima del catechismo. Con la sveglia anche in quei giorni ad un orario improponibile. Normale quando tuo padre fa il panettiere e vuole assolutamente salutare il figliol prodigo. Che non bisogna mica perdere gli anni migliori.
Fatto sta che proprio una di quelle domeniche suo padre morì senza dare un minimo di preavviso. Ed è da qui che dobbiamo partire secondo Freud, magari anche qualche passo indietro. Ricostruire i rapporti e rivivere le sensazioni. “Ah, non hai pianto?” aveva detto interessato. Avesse avuto la barba se la sarebbe grattata ed invece aveva fatto scattare la punta della penna che teneva in mano. La verità è che probabilmente pensava a quella strafiga di segretaria che si era trovato e che sodomizzava regolarmente tra un rinnovo di contratto e l’altro. I vantaggi del lavoro interinale. L’amico del mio amico aveva proseguito. Aveva detto che proprio non gli era venuto da piangere quando dopo la messa sua madre sconvolta l’aveva portato di corsa all’ospedale invece che a mangiare le tagliatelle al ragù della nonna. “è successa una cosa brutta” aveva detto. E lui subito aveva capito che non si mangiavano le tagliatelle. Ecco per lui la morte del padre era stata un pasto saltato, non ricordava altro.

Ecco quindi che dopo aver buttato giù queste righe mi rendo conto che tutto sommato col film splatter giapponese ed i popcorn non mi è poi andata male.

Epilogo:
Ed il mio amico inizia a piangere quando al ristorante quella sera gli comunicano che non servono tagliatelle al ragù.
“che razza di posto è questo?” dice tra i singhiozzi.
“un ristorante giapponese” risponde il cameriere prima di sgozzarlo come un maiale e continuare ad uccidere per la prossima ora e mezza senza intervallo.

1 commento:

Casa Editrice Gigante ha detto...

miticissimo sul serio!!!